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L'IMPORTANTE SITO ARCHEOLOGICO DI
POLIZZELLO UN LOCULO DEL SITO DI CANGIOLI
Le prime tracce di vita nel territorio
Mussomelese, risalenti al Neolitico (VI-IV millennio a.C.), sono
costituite da materiali ceramici e da strumenti
litici raccolti in superficie nelle
contrade Caccione, Girafi, Grotte, Corvo, Bragamè, Centosalme-Chiapperia,
Fra Gaetano e Polizzello.
Abbastanza rappresentato è anche il periodo dell'Età del Rame (IV-III
millennio a.C.).
Sembrerebbero maggiormente indiziate, quali sedi di stanziamenti
abitativi del tempo, le balze rocciose delle alture di Bragamè, Corvo,
Dammuso,
Tre Fontane-Carlina, Grotte Cangioli,
Edera, Girafi e Polizzello, occupate da più antichi insediamenti umani.
Il territorio appare più popolato durante l'Età del Bronzo Antico
(2200-1450 a. C.), quando vi si stabiliscono comunità di agricoltori e
pastori che
vivevano sfruttando le potenzialità del
suolo e occupando con i loro villaggi le alture prossime alle vie
fluviali.
Resti di abitati con necropoli rupestri di tombe a grotticella
artificiale scavate sui fianchi delle pareti rocciose delle alture sono
stati individuati a Corvo,
Bragamè, Cangioli, Polizzello,Cicuta.
Se fino ad oggi sono state riscontrate solo sparute tracce di abitati
del Bronzo Recente e Finale (XIII-IX secolo a.C.), la documentazione
archeologica diventa
più evidente nella successiva Età del Ferro, allorquando nel
territorio, che ricade nel cuore dell'antica Sicania, sorsero dei
piccoli villaggi su alture facilmente
difendibili e a controllo delle
vie di penetrazione.
Monte Raffe, Caccione, Dammuso diventarono le sedi dei nuovi abitati
gravitanti attorno al centro egemone della montagna di Polizzello.
Ubicato su un tozzo e massiccio rilievo calcareo, esso emerge in
posizione isolata al centro di un'ampia zona pianeggiante.
Il terrazzo del Piano di Città dell'altura, che conserva nel suo
toponimo l'originaria destinazione, ospitò allora le aree insediamentali
sviluppatesi ai piedi di un più
alto pianoro, occupato dall'acropoli fortificata, accessibile da
Sud-Est, mentre le necropoli rupestri, con le tombe a camera, spesso
precedute dal dromos o da
uno spazio all'aperto per le cerimonie
rituali, si disponevano sulle pareti rocciose.
Il sito di Polizzello si propone anche per le sue produzioni ceramiche e
bronzee come polo di cultura sicana-egea, con la struttura sociale di
tipo urbano,
fortemente vitalizzata dall'apporto transmarino ed in cui il
mestiere di bronzista si affianca all'attività agro-pastorale.
La vita dovette continuare ancora in piena età grca nei centri di Girafi,
Bragamè, Caccione e Monte Raffe.
Quest'ultimo ad esempio, con i resti di un abitato a terrazze costruito
all'interno di un muro di fortificazione, utilizzato tra il VI e il IV
secolo A. C., è
certamente uno dei siti indigeni che fu interessato dal fenomeno della
ellenizzazione.
Il comprensorio di Mussomeli, che fino al IV secolo a.C. si trovava al
confine della zona di influenza geloa e akragantina, rientrò nell'orbita
cartaginese e fu
ancora scelto per l'insediamento di abitati spesso sorti su
precedenti impianti abitativi che ben si prestavano ad essere usati come
roccaforti.
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